Una rasoiata in faccia, fredda,
studiata, calcolata in ogni particolare; questo è il full lenght di debutto dei
sud tirolesi Lorn. Il miglioramento rispetto al già buon demo “The path to
the black infinity” è stato notevole e, grazie anche ad una produzione che ha
scolpito tutti i suoni, ci arriva questo CD glaciale e notturno, nella migliore
tradizione del black metal norvegese.
Ad aprire l’album c’è la title track cadenzata e con un riff
assassino che fa subito capire che si è di fronte ad un disco di spessore; le
tracce successive si snodano tra mid tempos, accelerazioni repentine e cambi di
tempo che danno dinamicità all’intero lavoro. Chiude il CD la suggestiva
strumentale “Hypnotic snowfall” . Un discorso a parte va fatto per
“Raetia” una sorta di esperimento che si discosta assai dal resto del
lavoro, più vicina all’NSBM che
al black norvegese e che, inizialmente, doveva essere una bonus track, questo
spiega i diversi secondi di silenzio prima dell’inizio del pezzo.
Essenziale
ma molto suggestivo anche l’artwork con foto in bianco e nero dei boschi che
circondano le dimore di questi Lorn che si candidano a diventare band di punta
del black nostrano e non visto che questo debut surclassa una fetta consistente
delle produzioni di questo genere attualmente in circolazione!
VOTO 7,5/10
RECENSIONE A CURA DI LGR