LUCA TURILLI - THE INFINITE WONDERS OF CREATION
(MAGIC CIRCLE MUSIC/AUDIOGLOBE)
2006
1 - SECRETS OF FORGOTTEN AGES




SITO UFFICIALE

2 - MOTHER NATURE
3 - ANGELS OF THE WINTER DAWN
4 - ALTITUDES
5 - THE MIRACLE OF LIFE
6 - SILVER MOON
7 - COSMIC REVELATION
8 - PYRAMIDS AND STARGATES
9 - MYSTIC AND DIVINE
10 - THE INFINITE WONDERS OF CREATION
11 - ALTITUDES (PIANO VERSION – LTD. ED. BONUS TRACK)


Mai e poi mai avrei creduto di poter dare un giudizio talmente negativo per un lavoro di Luca Turilli.
Cosmic-symphonic Metal, Hollywood Metal chiamatelo come meglio credete, resta il fatto che il terzo solo album del talentuoso chitarrista dei Rhapsody, è ben al di sotto delle aspettative che la SPV, grazie anche ad una mastodontica operazione commerciale studiata fin nei minimi particolari, aveva pronosticato.
“The Infinite wonders of creations”, esce quasi in contemporanea con un altro progetto targato Turilli, ovvero Dreamquest, del quale potete leggere la recensione sempre sulle pagine di Metal Inside.
Ben lontano dal vecchio "King Of The Nordic Twilight", quest'album è soporifero, piatto, noioso, tanto che, al suo confronto il sufficiente “Prophet of the last eclipse”, sembra un capolavoro.
Esplorare nuovi generi musicali spesso rappresenta una scommessa, e quindi una nota di merito e non di demerito come molti asseriscono, tuttavia, inventare di sana pianta nuovi generi musicali e le relative nomenclature, come sopra citate, è stata una scommessa che Turilli aveva già vinto ai tempi dei primi Rhapsoy schiacciasassi, quelli che in molti criticavano, ma che sotto sotto in molti ascoltavano.
Ora no, ora siamo di fronte ad un album mediocre, privo di mordente, con le chitarre sacrificate a discapito delle orchestrazioni onnipresenti. Un guazzabuglio di suoni, purtroppo anche elettronici, che lasciano l’amaro in bocca, in più di un’occasione.
Nel giudizio complessivo, meritano una nota a parte solo “Mother Nature”, song apripista dotata di un riff accattivante, e un refrain che alla fine del Cd resterà nella mente, e sarà forse l’unico.
Il resto del lavoro scorre via senza nessun sussulto, quasi con la tentazione di saltare alla traccia successiva ad ogni canzone.
Discorso a parte merita la maestosa “Mystic And Divine”, una canzone che arriva quando ormai le speranze di ascoltare qualcosa di decente sono svanite, e invece no! Si parte in punta di piedi, per poi fare emergere la sua maestosità, grazie soprattutto ad un refrain coinvolgente, e cori trionfalistici che riescono a fare la differenza.
Peccato davvero, perché episodi come “Mystic
And Divine”, sono la prova che volendo, le idee per accendere ancora gli animi dei fans non mancherebbero, anzi!

VOTO 3/10    

RECENSIONE A CURA DI  FABIO"defender74"