MANOWAR - GODS OF WAR
(MAGIC CIRCLE MUSIC/AUDIOGLOBE)
2007
1 - OVERTURE TO THE HYMN OF THE IMMORTAL WARRIORS




SITO UFFICIALE

2 - THE ASCENSION
3 - KING OF KINGS
4 - ARMY OF THE DEAD, PART I
5 - SLEIPNIR
6 - LOKI GOD OF FIRE
7 - BLOOD BROTHERS
8 - OVERTURE TO ODIN
9 - THE BLOOD OF ODIN
10 - THE SONS OF ODIN
11 - GLORY MAJESTY UNITY
12 - GODS OF WAR
13 - ARMY OF THE DEAD, PART II
14 - ODIN
15 - HYMN OF THE IMMORTAL WARRIORS
16 - DIE FOR METAL (BONUS TRACK)


Che i Manowar siano una delle band che più di altre abbia contribuito alla scena Metal dagli anni ’80 ad oggi, è fuori discussione.
Che i Manowar o si amano o si odiano, lo sanno anche i sassi.
È anche vero che gli ultimi episodi della band newyorchese abbiano lasciato più di qualche dubbio sulla vena creativa di Eric Adams e compagni, lambendo i minimi storici.
Se è vero che da “The Triumph Of Steel”, anno di grazia 1992, la band ha sfornato solo due studio album, peraltro suscettibili a critiche più o meno giuste, ecco spiegata l’attesa spasmodica che si è venuta a creare dopo il succoso antipasto dello scorso autunno col Mini CD “The sons of Odin” per il nuovo album lavoro “Gods of war”!
Il mini CD aveva già fatto intendere ai fans verso quale direzione musicale si stessero movendo i nostri, dei quali si può dir tutto ma non si può negare che siano una delle poche -se non l’unica band- a portare avanti le proprie idee consapevoli del fatto che qualsiasi cosa facciano sia soggetta a critiche (a volte anche stucchevoli), da parte di quelli che non li amano, ma anche di generare vero entusiasmo nei fans che invece hanno sempre sostenuto la band.
I Manowar sono l’ heavy metal!
Pionieri di quell’attitudine “True”, oggi, in questo “Gods of war”, toccano livelli di epicità mai raggiunti prima!
Il decimo album in studio dei Manowar è uno dei lavori più epici realizzati dalla band, è il primo capitolo di una serie di concept album dedicati agli dei della guerra che si concentra sulla figura di Odino, il padre della mitologia nordica e da sempre ispirazione per la band.
La tracklist di “Gods of war”, comprende ben quindici songs, più una bonus track, di cui ben cinque sono narrazioni o intro parlate e in due casi si tratta di inframmezzi sinfonici, probabilmente l’esasperato tentativo di rendere ogni secondo di questo cd un qualcosa di epico, potrebbe far storcere il naso a più di qualcuno, intravedendo negli oltre 70 minuti del CD solo otto canzoni su sedici, di cui fra l’altro, alcune erano già presenti sul mini "The sons of Odin”, ma nello stesso tempo, l'enorme numero di interludi con narrati ed effetti da colonna sonora, esalta i più.
A mio avviso avrebbero potuto impostare il lavoro in modo diverso, dando più spazio alle canzoni in modo da rendere l'album molto più diretto.
Inevitabile che “Overture to the hymn of the immortal warriors”, e la successiva “The ascension” per quanto interessanti possano essere, passino in secondo piano e che l’attenzione sia rivolta subito alla prima vera song “King of kings”, brano potente e tirato, come l’esaltante “Sleipnir”, aperta dall’intro “Army of the dead, part I”.
Da qui in poi il disco entra nella fase calda con un uno-due da leggenda, “Loki god of fire”, brano di puro Heavy Metal, la struggente ballad “Blood brothers”, da
pelle d'oca, capace di emozionare come poche canzoni sanno fare.
La sinfonica “Overture to Odin”, precede un altro episodio narrato, “The blood of Odin”, preludio alla travolgente “The sons of Odin”, brano destinato a diventare un classico del quartetto di
Joey Demanio.
Altra intro sinfonico-narrata, “Glory majesty unity”, altra perla “Gods of war”!
La title track è semplicemente immensa! Un pezzo Wagneriano, un inno ad Odino, nel quale si respira tutta quella epicità che i Manowar volevano trasmettere con quest’album!
“Army of dead, part II”, poteva tranquillamente essere proposta come intro per questo album, invece ci annuncia che siamo all’epilogo, con “Odin” e soprattutto con “Hymn of the immortal warriors”, ballad di stampo hollywoodiano sinfonica, profonda e carico di pathos.
La bonus track “Die for metal”, esula dal contesto del concept album; si tratta infatti di un vero e proprio inno all’Heavy Metal, e chi meglio dei Manowar si può ergere a portabandiera di questa musica?
Per poter recepire il messaggio di questo “The sons of Odin”, ci si deve immergere nella mentalità Manoworiana e capirne il pensiero, e non è poi così scontato che alla fine possa risultare un album per soli Defenders!
Prodotto direttamente dai Manowar, mixato e registrato presso i Galaxy Studios in Belgio, la confezione vince di diritto il premio come miglior confezione dell’anno, la Limited Edition, infatti, oltre a comprendere un dvd della durata di 40 minuti, di dietro le quinte dell’album si presenta in formato digipak simil pelle nera e sovra-copertina in alluminio con logo stampato!
Stupendo come sempre l’artwork. In un periodo nel quale anche questi piccoli dettagli che possono sembrare insignificanti, in cui sembra che la vena artistica dei disegnatori si riduca ad una fredda copertina elaborata con il più potente dei software di grafica digitale in circolazione, è un piacere constatare che c’è, chi riesce ancora a proporre artwork d’altri tempi.
Peccato per la trovata, poco geniale direi, dei booklet coi testi scritti interamente in Rune, sfogliando le prime pagine ho pensato ad uno scherzo, ero certo di trovare da qualche parte del libricino anche i testi scritti in formato comprensibile ai comuni mortali, e invece nulla, solo una paginetta nel finale, con tanto di dizionario rune > alfabeto.
L’idea di per se sarebbe stata anche interessante, se si fosse limitata ai titoli delle songs, ma per fortuna, o meglio dire “guarda caso” sul sito ufficiale esiste una sezione dedicata interamente all’album raggiungibile da questo link http://www.manowar.com/godsofwar nella quale è possibile scaricare in formato Pdf testi in linguaggio comprensibile anche da un essere umano!
Che in fondo non sia stata solo una trovata pubblicitaria per cliccare il sito della band?

VOTO 8/10    

RECENSIONE A CURA DI  FABIO "Defender"