Tutti noi conosciamo Michele Luppi vocalist degli Italianissimi Vision
Divine, band che non ha certamente bisogno di presentazioni, altri lo
ricorderanno anche come leader dei Mr. Pig, band hard rock capace di
coverizzare nomi importati come Metallica, Dream Theater, Bon Jovi, e Kiss.
È quindi con grande interesse e curiosità che mi sono avvicinato a “Strive”,
primo album solista. La produzione, pressoché
perfetta, è stata curata nei minimi dettagli dallo stesso Luppi nel suo
studio personale, riuscendo ad ottenere un risultato eccellente!
Per la realizzazione di questo progetto Luppi si è circondato di
artisti del calibro di Olaf Thorsen, Oleg Smirnoff, Helder Stefanini,
tanto per citarne alcuni.
Il genere proposto è quell’AOR, tanto amato da Luppi, col quale
riesce ad esprimere emozioni, sensazioni che nessun’altra voce riesce a
trasmettere.
Le melodie rilassanti di questo album vi accompagneranno per dieci intensi
episodi uno più emozionate dell’altro.
Il viaggio ha inizio con l’opener “Trust”, forse il brano
più rappresentativo dell’intero lavoro, e fin dalle prime
note ci rendiamo conto che siamo di fronte ad un brano immediato, dotato
di un ottimo refrain. La cosa che salta subito all’orecchio
dell’ascoltatore, è la semplicità con cui il singer interpreta questo
brano,
La successiva “If you walk away” è semplicemente fantastica, una è una
delicata ballad di notevole intensità, nella quale possiamo ascoltare
anche un guitar work decisamente importante.
“Feel alive” si tratta di un brano in stile country/rock, che per certi
aspetti e contentini ricorda molto i Toto degli anni ’80.
Ed ecco la romantica e acustica “Tell me about it”, pezzo che nel finale
vedrà la chitarra elettrica di Michele Vioni subentrare per lasciare il
segno con un guitar solo deciso, ma non per questo invadente, che ben si
mescola ala struttura dell’intero brano, ennesima perla di questo
fantastico lavoro.
La gradevole “Wasting my time” si presenta soft, per poi accelerare
e perdersi in un solo chitarristico acustico da togliere il fiato, e un
breve refrain che ben si mixa all’interno di un tessuto sonoro, che vede
alternarsi soli acustici e soli decisamente più hard.
Ma c’è anche spazio per qualcosa di più azzardato, come la
veloce “Stars”, che comunque bene si integra all’interno dell’album,
trattandosi di un brano di chiaro stampo Hard Rock.
“The castle inside my head” è l’ennesima song che lascia il segno, nel
quale torniamo a parlare d’amore, grazie ad una delicatezza nel modo di
cantare di Luppi, che rende questo album, minuto dopo minuto, sempre più
coinvolgente.
La dolcissima “Time for love” è un brano arricchito da un solo guitar di
Olaf Thorsen, compagno e mente dei Vision Divine.
Spetta alla splendida “I found a way to pray” chiudere questo importante
lavoro, un brano malinconico, dolce, passionale, arricchito dalla presenza
di cori che accompagnano la voce di Michele. Il valore aggiunto di questo
brano è la straordinaria presenza di Michele Vioni, che con la sua
chitarra è capace di trasmettere magia.
In questo album Michele Luppi ci parla di se, delle esperienze, di un
ragazzo di 20 anni (età in cui ha scritto la maggior parte delle canzoni
presenti su questo lavoro) cercando di trasmettere un segnale positivo,
che è facile cogliere grazie all’immediatezza e alla dolcezza di “Strive”.
Certamente si tratta di un lavoro importante, rivolto a tutti i
coloro che cercano della Buona Musica, e consigliato senza indugi agli
amanti dell’hard rock melodico.
VOTO 8,5/10
RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"