Gran bella sorpresa questi Nightglow, nati
come tribute band dei Manowar, con alle spalle già un primo Demo autoprodotto
“Introduction” datato 2004, si ripropongono con un secondo Demo
il cui nome è tutto un programma, “METANDERTHAL "The Metal
Age"” anche in questo caso si tratta di un’autoproduzione,
particolare questo non di poca importanza, visto che il risultato
finale è ottimo.
Un
po’ di storia della band, come si legge sul sito della band, anche
questo di ottima fattura, “I Nightglow nascono all'inizio del 2003
come Heavy-Metal band genuina senza compromessi e con la volontà di
proporre musica propria. Il genere musicale dalla band è un
Heavy-Metal classico ispirato al filone inglese degli anni '80 ed
impreziosito da sonorità più moderne e ricercate. Il sound dei
Nightglow è incentrato sull'intreccio delle due chitarre, sostenute
da una rocciosa sezione ritmica ed impreziosito dal violino che
riesce a creare atmosfere uniche per una band Heavy-Metal,
soprattutto dal vivo.”
Ed è proprio l’utilizzo del violino, che infatti mi ha colpito
maggiormente sin dal primo ascolto di questo lavoro, con la open
track “Damnation”, che propone una breve intro soave, per poi
entrare subito nel vivo con riff convincenti ed uno splendido lavoro
alle sei corde che vede i due chitarristi della band fraseggiare
ottimamente fra loro, deliziandoci con assoli interessanti.
La musichetta di un carillon, apre invece la successiva “Gods of
fate”, che come nel precedente episodio entra subito nel vivo con
il guitar work che si plasma splendidamente col suono del violino,
per poi sfociare in uno splendido refrain per veri “Defenders”
(che personalmente non vedo l’ora di poter ascoltare dal vivo).
Splendido, anche in questo, caso l’assolo di chitarra regalatoci
nell’outro!
La
successiva “Joke of doom” introdotta in modo elegante da un
bell’arpeggio di chitarra, ricalca subito le orme dei precedenti
episodi: esordisce in modo calmo, per poi esplodere in una scarica
adrenalinica, esaltandosi nel momento del refrain, per poi cambiare
tempo, prendersi un attimo di pausa, e riemergere sontuosa nel
finale!
“Welcome
to hell”, è invece una di quelle canzoni che ti entra nella testa
sin dal primo ascolto e che fai fatica a mandar via!
La band è composta dall’ottimo Daniele Abate alla voce, Davide
Fantuzzi al basso, Matteo Busi dietro le pelli, Lucio Stefani col
suo Violino, che come detto in precedenza rappresenta davvero il
valore aggiunto per la band, e i due chitarristi Simone Rinaldini e
Giovanni Stefani.
Devo dire che dopo aver ascoltato questo “Metanderthal "The
Metal Age"” la curiosità di ascoltare anche il primo
“Introduction” è tanta, per il momento i complimenti alla band
sono d’obbligo!
Curiosità,
anche un’altra band che seguo in modo particolare viene dal
modenese, vuoi vedere che avevamo la tanto “cara” Germania in
casa e si chiama Emilia?