Ho scoperto i Nocturnal Rites ai tempi dei leggendari “Tales Of Mystery
And Imagination”, ed il successivo “The Sacred Talisman”, due album
fondamentali per ogni amante del Power Metal e più in generale del Melodic
Power Scandinavo.
Purtroppo come spesso avviene, quando si raggiunge il successo troppo
velocemente, anche i nostri si sono persi per strada, vuoi per lo split di
Anders Zackrisson storica voce della band, vuoi per la voglia di
sperimentare nuovi sound poco congeniali ad una band che aveva fatto dello
spirito Vichingo e battagliero il suo cavallo di battaglia ed ecco così
l’album “Afterlife”.
Fortunatamente l’esperimento innovativo è durato poco, e già col
precedente studio album “New World Messiah”, la band di Umea aveva
ritrovato la retta via, intraprendendo nuovamente quella strada che più si
addice loro, fatta di un sound più epico e soprattutto orientato verso il
tanto amato Melodic Power Metal.
È quindi con immensa soddisfazione che inizio a raccontarvi le gesta di
Fredrik Mannberg e soci nella loro ultima fatica intitolata “Grand
Illusion”. La prima cosa che salta all’occhio è la cover sobria, un
artwork diverso dai precedenti lavori, dal quale, a differenza del
passato, non è facile capire quale possa essere l’orientamento musicale
intrapreso questa volta.
Fortunatamente qualsiasi dubbio scompare immediatamente, alle prime note
di “Fools Never Die”, un pezzo altamente epico e carico di adrenalina che
fa ben sperare per il prosieguo dell’album.
Ed infatti l’album prosegue con tre episodi lanciatissimi, “Never Trust”,
“Still Alive” e la spettacolare “Something Undefined”. Siamo nel bel mezzo
dell’apoteosi, il trittico è distruttivo, e rappresenta la parte più
coinvolgente di “Grand Illusion”. In questa fase i cori epici, si sprecano
i riff sono decisi e impetuosi, come le magie delle sei corde di Nils
Norberg e Fredrik Mannberg che duellano a colpi di solo guitar!
“Our Wasted Days” sembra partire in sordina, meno diretta dei precedenti
episodi, per poi esplodere in tutta la sua immensità prima del refrain,
che risulta essere il più bello dell’intero lotto!
“Cuts Like A Knife” fa registrare il punto più basso dell’intero lotto,
mentre la successiva “End Of Our Rope”, riporta i valori in campo sui
giusti equilibri, trattasi infatti di una song convincente, dotata di un
refrain pomposo, e un solo guitar graffiante e melodico ad opera di un
ispiratissimo Nils Norberg.
Ancora due episodi di sicuro impatto, “Never Ending” e “One By One”
trascinanti, anche se dalla struttura semplice, del resto non c’è bisogno
di particolari acrobazie stilistiche per coinvolgere l’ascoltatore, e di
questo i Nocturnal Rites ne sono ben consci.
“Deliverance” ha il compito di chiudere quest’album e lo fa nel migliore
dei modi, grazie alla sua eticità, ed un refrain glorioso ripetuto in
continuazione!
L'album è stato registrato nella loro città natale Umea, in Svezia una
sorta di fucina per band di notevole valore come Meshuggah, Naglfar.
Per il mixaggio sono stati scelti i mitici Studi di Finnvox in quel di
Helsinki, che rappresentano probabilmente la miglior scelta per poter
ottenere un certo tipo di sound, caldo e potente.
Alfieri del Power Metal, fate vostro quest’album non ve ne pentirete!
VOTO 8/10
RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"