PAATOS - SILENCE OF ANOTHER KIND
(INSIDE OUT/AUDIOGLOBE)
2006
1 - SHAME




SITO UFFICIALE

2 - YOUR MISERY
3 - FALLING
4 - STILL STANDING
5 - IS THAT ALL?
6 - PROCESSION OF FOLLS
7 - THERE WILL BE NO MIRACLES
8 - NOT A SOUND
9 - SILENCE OF ANOTHER KIND


E' sempre difficile poter esprimere un giudizio obbiettivo, quando non si conosce a pieno la materia che si sta per affrontare, allo stesso modo è problematico poter parlare di un album in modo obbiettivo e sereno quando non solo non si conosce la materia, ma su questa materia c'è anche un'intolleranza di fondo.
Ebbene, questo è ciò che è avvenuto, quando mi sono ritrovato fra le mani il CD di questi, per me sconosciuti, Paatos, band della quale ignoravo anche l'esistenza, e tanto meno il genere proposto, un Prog Metal elettronico con sfumature Jazz.
Una volta inserito il dischetto nel lettore, il primo pensiero è stato: che male ho fatto per meritare tutto questo?
Il primo ascolto di questo album non solo non mi ha lasciato nulla, ma a tratti mi ha anche irritato, tuttavia ho pensato che non sarebbe stato giusto dare un giudizio negativo in prima istanza, e così mi son preso del tempo per riascoltarlo in maniera più serena, e senza pregiudizi, ma purtroppo al secondo tentativo il risultato non è cambiato tanto che non sono riuscito a terminare una sola canzone dell'intero album.
"Silence of another kind" è il terzo album del combo svedese, non è un lavoro di facile presa, tanto che per poter essere apprezzato in pieno necessita di ulteriori ascolti, per questo motivo, ho ritenuto giusto prendermi del tempo ulteriore, e procurarmi maggiori info su i Paatos, e sorpresa, ho scoperto che sono una band di un certo spessore all'interno del panorama Prog, purtroppo a questo punto son venute alla luce tutte le mie lacune nel genere, per rendere l'idea di quanto posso capirne, per me il Prog non è mai andato oltre i Dream Theater e Queensryche.
Ci troviamo di fronte ad un prodotto che richiama gli anni settanta, nel quale è possibile cogliere atmosfere malinconiche, toni grevi, fra i nove brani proposti quelli che hanno suscitato maggior interesse, senza entusiasmarmi più di tanto, sono sicuramente "Isw thta all?", "Not a sound", "Falling" e l’opener "Shame"
Evidenti le contaminazioni jazz, nonché le influenze Abba / Björk per quanto riguarda lo stile vocale, "Silence of another kind" è un album che mi sento di consigliare solo a chi cerca un prodotto che va al di là delle chitarre distorte, e anzi cerca qualcosa che crei un’atmosfera rilassata e soave.
Per quanto mi riguarda mi astengo dal dare un voto a questo lavoro, in quanto risulterebbe poco attendibile, ritengo che questo sia l'atteggiamento più giusto nei confronti di chi legge e di chi ascolta, ma soprattutto, nei confronti della band.

VOTO S.V.    

RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"