SAVATAGE - GUTTER BALLET
(ATLANTIC)
1989
1 - OF RAGE AND WAR




SITO UFFICIALE
 

2 - GUTTER BALLET
3 - TEMPTATION REVELATION (INSTRUMENTAL)
4 - WHEN THE CROWDS ARE GONE
5 - SILK AND STEEL (INSTRUMENTAL)
6 - SHE'S IN LOVE
7 - HOUNDS
8 - THE UNHOLY
9 - MENTALLY YOURS
10 - SUMMER'S RAIN
11 - THORAZINE SHUFFLE


Esistono momenti nella vita che non si possono spiegare, sono quei momenti che, a distanza di tanto tempo e anni di dimenticatoio, riaffiorano dal cassetto dei ricordi e oggi come allora suscitano emozioni indescrivibili.
Ed ecco allora che coi ricordi si torna al lontano 1989, una band chiamata Savatage, che seppur attiva dai primissimi anni 80, si fa notare dal grande pubblico solo nel 1987 con l’album “The Hall of the Mountain King”, per poi ottenere la definitiva consacrazione due anni dopo con “Gutter Ballet”, ovvero un capolavoro che racchiude momenti indelebili di emozioni, drammaticità, e atmosfere uniche che solo le tracce strumentali sinfoniche sanno regalare.
Tale svolta la si deve anche al produttore, Paul O'Neill che subentrò nella band fin dai tempi di “The Hall of the Mountain King”.
“Gutter Ballet”, è fortemente influenzato da tematiche operistiche, e progressive, i giornali dell’epoca raccontano che Jon Oliva, dopo aver assistito a “Il Fantasma dell'Opera” trasse l’ispirazione per la stesura finale dell’album, che effettivamente è palpabilissima in brani come la title track, “When the Crowds Are Gone”, nonché la splendida “Summer’s Rain”.
L’album, realizzato come se fosse un’opera teatrale, apre il sipario con “Of rage and war”, nella quale Jon dimostra subito di essere in gran forma, il riff travolgente rende il brano estremamente accattivante, così come avverrà più avanti nella potente e allo stesso tempo elegante “Hounds”, pezzo plasmato su magie stilistiche nate dalle sei corde di Criss Oliva e Christopher Caffery al suo debutto “ufficiale” coi Savatage.
Segue la rockeggiante “The unholy”, che sulla scia di “She’s in love”, ripercorre lo stile dei primi album della carriera, fortemente influenzati nello stile da band come Judas Priest, Kiss e Motörhead.
Lo splendido prologo di “Mentally yours” lascia presto spazio ad una song più decisa, graffiante, dotata di un refrain poderoso e con quel chorus bello ruffiano in pieno eighties-style, il guitar work ed il solo rendono questo brano un piccolo gioiello.
“Thorazine Shuffle” è la bonus track che seppur in punta di piedi ricalca per certi aspetti la precedente “Mentally Yours”, questo brano è il più “duro” dell’intero lotto, le chitarre diventano decisamente più Heavy, e il riff martellante, ben si mescola con un guitar solo deciso ma mai invadente.
Eccoci giunti al momento della Title Track, la fantastica “Gutter ballet”, una di quelle canzoni che entrano in breve tempo nella storia della musica. In questo episodio traspare tutta la drammaticità che Jon Oliva riesce ad esprimere col suo modo di cantare inconfondibile, la presenza dell’orchestra sinfonica rende il mid-tempo in questione estremamente teatrale e malinconico, sensazioni che riviviamo immediatamente in “When the crowds are gone”, il capolavoro dei Savatage, un brano struggente, che racconta della fine di un musicista e della malinconica solitudine dopo l’ultimo concerto.
Non ci sono parole per poter descrivere la bellezza indiscussa ed il pathos, di queste due canzoni, valorizzate anche da due videoclip girati magistralmente e che riescono a coinvolgere l’ascoltatore, e -come nel caso della preziosa “When the crowds are gone”, a provocare un senso di malinconia e vuoto del quale non si riesce fare a meno. Ascoltando e riascoltando questo brano, lo definirei fondamentale per i Savatage e per l’Heavy Metal in generale.
La ballad “Summer’s rain”, è una canzone ricca di fraseggi, e spunti interessanti, la voce struggente di Jon ben si integra nel contesto melodico del guitar work, il refrain finale che si amalgama nel solo chitarristico, rende il brano unico e indimenticabile.
C’è anche lo spazio per due brani strumentali, “Silk and steel” e soprattutto la splendida “Temptation revelation” che vede protagonisti i due fratelli Jon e Criss Oliva in un rincorrersi di note che raggiungono un’alchimia magica.
La produzione a cura di Paul O'Neill, è perfetta, il booklet essenziale fa da contraltare al fantastico artwork, ricco di particolari che ritroveremo sia nei testi magnifici di questa “opera ambiziosa”, sia nei videoclip citati in precedenza.
È davvero incredibile pensare come a distanza di tanti anni una chitarra un pianoforte due fratelli, un palco, il medesimo amore per la musica, con la M maiuscola, riescano a coinvolgere come se fosse la prima volta, quasi come fare un tuffo nel passato al lontano 1989.
Finito “Gutter Ballet”, ti vien solo voglia di riascoltarlo, e amarlo di più, perché ogni volta è capace di donarti un qualcosa in più. Un qualcosa chiamata emozione!

VOTO 9,5/10    

RECENSIONE A CURA DI  FABIO"defender74"