sonata arctica - unia
(nuclear blast/audioglobe)
2007
1 - IN BLACK AND WHITE




SITO UFFICIALE

2 - PAID IN FULL
3 - FOR THE SAKE OF REVENGE
4 - IT WON’T FADE
5 - UNDER YOUR TREE
6 - CALEB
7 - THE VICE
8 - MY DREAM’S BUT A DROP OF FUEL FOR A NIGHTMARE
9 - THE HARVEST
10 - THE WORLDS FORGOTTEN, THE WORLDS FORBIDDEN
11 - FLY WITH THE BLACK SWAN
12 - GOOD ENOUGH IS GOOD ENOUGH


Essendo da sempre un fan dei Sonata Arctica, seguo la band finlandese fin dagli esordi sul finire degli anni 90, quando album dopo album proponevano quel Power Metal classico, di chiaro stampo scandinavo, deliziando i fan con perle quali “Ecliptica”, “Silence”, “Winterheart's Guild”, un po’ di matrice Stratovariusana, a tratti di stampo Blind Guardian; fino al discusso e controverso “Reckoning Night”, datato ormai 2004, che a molti ha fatto storcere il naso, mentre ad altri diede la netta impressione che qualcosa stava cambiando nel sound di Tony Kakko e compagni.
Un’evoluzione artistica che trova il suo compimento in questo nuovo album “Unia”.
Con ormai quasi 10 anni di carriera alle spalle e ora che anche il contesto storico è cambiato, e che il Power Metal non gode più delle simpatie del passato, la band di Kemi si può ritenere ormai cresciuta e può permettersi di dire la sua, di “staccare” quel cordone ombelicale che la catalogava ancora nel Melodic Power Metal etichetta che ormai sta decisamente “stretta” ai Sonata Arctica, avendo trovato una loro dimensione -che anche se di difficile definizione- non mancherà di ricevere consensi ascolto dopo ascolto.
La prima impressione avendo il CD fra le mani è stata di stupore, mi son detto, “cos’è successo? Dove sono finiti gli artwork altisonanti del passato?”
Spariti, a favore di una copertina sobria elegante con il solo logo e titolo in primo piano, poi inizia la musica e fin dalla prima traccia si evince che ci troviamo al cospetto di un album “speciale”.
“Unia” che in finlandese vuol dire sogno, è un album melodico, a tratti suggestivo, decisamente accattivante -anche se meno diretto degli album d’esordio- che in un primo tempo lascia spiazzati. L’assenza delle classiche hit, non esiste infatti su questo album una traccia che spicci più delle altre, tutto il lavoro è omogeneo e corre su binari ben definiti, nel segno della continuità del discorso intrapreso col precedente “Reckoning Night”.
Si parte con “In black and white”: la doppia cassa sembra un lontano ricordo, linee vocali più complesse e un drumming arieggiante sono il minimo comun denominatore di tutto l’album.
Kakko e soci non erano più soddisfatti dei 160 battiti al minuto per le canzoni, ed hanno cercato un approccio diverso, che pone dei dubbi all’ascoltatore: “Dove sono finiti i Sonata delle “Hit”? Quelli molto catchy?”
La cosa straordinaria è che dopo aver ascoltato ed assimilato l’album, non si sentirà più il bisogno di queste easy listening songs!
“Paid in full” e “For the sake of revenge” ne sono la prova, in quest’ultima poi, si può apprezzare in pieno la maturità della band! Niente riff mozzafiato, refrain d’impatto, ma chi ne sente la mancanza in questo album?

La successive enigmatica “It won’t fade” consacra solo dopo quattro episodi “Unia”, questo è un album di valore! Con “Under your tree” si entra nel terreno già esplorato in passato delle splendide ballad della band scandinava.
Tony Kakko dimostra tutta la sua maturità vocale, Liimatainen e Klingenberg, mostrano una padronanza impressionante dei loro rispettivi strumenti (tastiere e chitarra), gli assoli di Jani eccitano (malgrado c’è ne siano pochi) mentre finalmente grazie ad una produzione più guitar oriented, il riffing trova il doveroso risalto!
Non mancano tuttavia un paio di episodi “ripescati” dal passato, tanto per far ricordare chi erano un tempo i Sonata Arctica, ed ecco “Caleb” e “The vice”, seguite a ruota dall’articolata “My dream’s but a drop of fuel for a nightmare” (senza dubbio il più bel titolo di una canzone del 2007) e “The harvest” nella quale è presente l’assolo più bello dell’intero album!
Siamo in dirittura d’arrivo ed ecco “The worlds forgotten, the worlds forbidden” criptica semi-ballad, capace di creare un’atmosfera a tratti malinconica.
Rinunciando alla “velocità” le canzoni hanno il tempo di far respirare l’ascoltatore, rendendo l’album più vario dei precedenti, cosa che avviene puntualmente in “Fly with the black swan”.
Ed eccoci alla closing track, “Good enough is good enough”, che definirla semplicemente un’altra ballad, sarebbe riduttivo. Questa meravigliosa canzone, capace di commuovere ed emozionare, meriterebbe un capitolo a parte!
Questo “Sogno” è senza alcun dubbio il miglior album dei Sonata Arctica, un album coraggioso, che segna la definitiva “rottura” col passato, un album fatto col cuore che merita assoluto rispetto!

Note aggiuntive:

Il disco è stato prodotto da Tony Kakko e dai Sonata Arctica in diversi studi di registrazione, tra cui il famosissimo Finnivox Studio e masterizzato nella Cutting Room di Stoccolma.
Come al solito in Giappone, dove i Sonata hanno un grande seguito (gran popolo quello giapponese, l’ho sempre detto!), sarà rilasciata una versione con delle bonus track

- Out in the Fields (Giappone, North America, Doppio vinile e Nuclear Blast Mailorder) 
- The Follow (Giappone) 
- My Dream's But A Drop Of Fuel For A Nightmare (Strumentale – Giappone)
- To Create A Warlike Fee (Ltd. Europa, Finlandia, Doppio vinile e Nuclear Blast mailorder)

VOTO 8/10    

RECENSIONE A CURA DI  FABIO"defender74"