STEVE THORNE - EMOTIONAL CREATURES PART ONE
(GIAN ELECTRIC PEA/AUDIOGLOBE)
2005
1 - HERE THEY COME




SITO UFFICIALE
 

2 - GOD BLESS AMERICA
3 - WELL OUTTA THAT
4 - TEN YEARS
5 - LAST LINE
6 - JULIA
7 - THERAPY
8 - EVERY SECOND COUNTS
9 - TUMBLEWEEDS
10 - GONE
11 - GOODBYE


Quello che mi è capitato fra le mani questa volta è un album di un artista poco conosciuto ai più, il quale dopo aver aperto negli ultimi anni i concerti di molte band importanti della scena prog rock inglese è giunto al debut album con il suo  “Emotional Creatures Part One”, prima metà di un progetto che avrà una seconda parte nei prossimi mesi, si tratta di un album complesso ed intrigante tra PROG-ROCK, FOLK, GUITAR ROCK, nel quale troviamo come ospiti artisti del calibro di Nick D’Virgilio (Spock’s Beard, Genesis), Tony Levin (King Crimson, Peter Gabriel), Geoff Downes (Asia, YES) e membri di IQ e Jadis.
Steve Thorne, è un’artista poli-strumentista che arriva dall'Inghilterra del Sud, si diletta con una grande varietà di strumenti, tra chitarre di vario tipo, basso, tastiere, percussioni, flauto, effetti vari campionati, il cantante inglese ci propone un album di prog rock ricco di suggestive atmosfere, stilisticamente improntato su sonorità puramente anglosassoni con chiare influenze che spaziano dai GENESIS, ai RUSH e ai JETHRO TULL.
I brani sono ben undici, per oltre 50 minuti di musica: in cui ritroviamo un po' ovunque molta progressività degli anni Ottanta ben integrata con suoni elettronici, e influenze folk
Sono undici episodi i cui Steve Throne narra di storie di droga, malessere e disagio sociale, alcuni brani sono gradevoli all'ascolto, ad esempio alla romantica "Julia" o alla melodica "Therapy" o alla “impegnata” e patriottica "God Bless America" critica rivolta agli Stati Uniti ed al suo belligerante padrone, colpevoli di aver trascinato la politica inglese (e non solo quella inglese N.d.A.) in questioni di puro interesse americano.
Insomma "Emotional Cretures" è un album abbastanza triste e malinconico, “da meditazione”, che può essere degno accompagnamento per i momenti più riflessivi e riservati della propria giornata.
Musicalmente è un album nel quale non traspare nessuna voglia di stupire ma troviamo solo undici brani molto intimisti e personali niente brani rocciosi ma solo episodi, soft e morbidi in tema con i testi
Ottimo colpo  per la Giant Electric Pea, che si è aggiudicata un album del quale sentiremo parlare in futuro, Steve Thorne non faticherà infatti a fare breccia nei cuori dei più attenti prog maniac più 'romantici'
La produzione è buona e l'artwork di Danny Flynn ben curato interessante, infine il booklet ricco di immagini a completamento dei testi.
Non ci resta che attendere “Emotional Creatures Part Two”.

VOTO 6,5/10    

RECENSIONE A CURA DI  FABIO"defender74"