Quello che mi è capitato fra le mani questa volta è un album di un artista poco
conosciuto ai più, il quale dopo aver aperto negli ultimi anni i concerti di
molte band importanti della scena prog rock inglese è giunto al debut album con
il suo “Emotional Creatures Part One”, prima metà di un progetto che avrà una
seconda parte nei prossimi mesi, si tratta di un album complesso ed intrigante
tra PROG-ROCK, FOLK, GUITAR ROCK, nel quale troviamo come ospiti artisti del
calibro di Nick D’Virgilio (Spock’s Beard, Genesis), Tony Levin (King Crimson,
Peter Gabriel), Geoff Downes (Asia, YES) e membri di IQ e Jadis.
Steve Thorne, è un’artista poli-strumentista che arriva dall'Inghilterra del
Sud, si diletta con una grande varietà di strumenti, tra chitarre di vario tipo,
basso, tastiere, percussioni, flauto, effetti vari campionati, il cantante
inglese ci propone un album di prog rock ricco di suggestive atmosfere,
stilisticamente improntato su sonorità puramente anglosassoni con chiare
influenze che spaziano dai GENESIS, ai RUSH e ai JETHRO TULL.
I brani sono ben undici, per oltre 50 minuti di musica: in cui ritroviamo un po'
ovunque molta progressività degli anni Ottanta ben integrata con suoni
elettronici, e influenze folk
Sono undici episodi i cui Steve Throne narra di storie di droga, malessere e
disagio sociale, alcuni brani sono gradevoli all'ascolto, ad esempio alla
romantica "Julia" o alla melodica "Therapy" o alla “impegnata” e patriottica "God
Bless America" critica rivolta agli Stati Uniti ed al suo belligerante padrone,
colpevoli di aver trascinato la politica inglese (e non solo quella inglese
N.d.A.) in questioni di puro interesse americano.
Insomma "Emotional Cretures" è un album abbastanza triste e malinconico, “da
meditazione”, che può essere degno accompagnamento per i momenti più riflessivi
e riservati della propria giornata.
Musicalmente è un album nel quale non traspare nessuna voglia di stupire ma
troviamo solo undici brani molto intimisti e personali niente brani rocciosi ma
solo episodi, soft e morbidi in tema con i testi
Ottimo colpo per la Giant Electric Pea, che si è aggiudicata un album del quale
sentiremo parlare in futuro, Steve Thorne non faticherà infatti a fare breccia
nei cuori dei più attenti prog maniac più 'romantici'
La produzione è buona e l'artwork di Danny Flynn ben curato interessante, infine
il booklet ricco di immagini a completamento dei testi.
Non ci resta che attendere “Emotional Creatures Part Two”.