| VIRGIN STEELE - VISIONS OF EDEN (THE LILITH PROJECT-A BARBARIC ROMANCE MOVIE OF THE MIND) | |
| (SANCTUARY) | |
| 2006 | |
| 1 - IMMORTAL I STAND | |
| 2 - ADORNED WITH THE RISING COBRA | |
| 3 - THE INEFFABLE NAME | |
| 4 - BLACK LIGHT ON BLACK | |
| 5 - BONEDUST | |
| 6 - ANGEL OF DEATH | |
| 7 - GOD ABOVE GOD | |
| 8 - THE HIDDEN GOD | |
| 9 - CHILDSLAYER | |
| 10 - WHEN DUSK FELL | |
| 11 - VISIONS OF EDEN | |
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Immortal I Stand (The Birth Of Adam): Ottimo biglietto da visita, questo episodio rappresenta uno dei momenti più belli della intera opera, la collaborazione fra tastiera e batteria fornisce al brano una spinta unica, aggiungiamo un refrain maestoso e attraente, e il gioco è fatto! Adorned With The Rising Cobra: Con i suoi 10 minuti, Adorned With The Rising Cobra, è la traccia più lunga dell’intero album. La prova di DeFais è come al solito magistrale, le sezioni tastieristiche sono a dir poco favolose, donando all’intero brano una vibrazione speciale ed elegante. The Ineffable Name: Un riff pesante e impietoso apre The Ineffable Name, fino a questo punto il brano più diretto, grazie anche al refrain tanto easy quanto “ruffiano”, e alla solita perfetta alchimia fra work guitar, tastiere, orchestrazioni ed effetti. Una cosa è certa, questo album non è affatto privo di creatività, e questo brano ne è l’esempio concreto. Black Light On Black: Ennesimo episodio convincente, nel quale la drammaticità vocale di DeFais emerge in tutta la sua eleganza. I molteplici cambi di tempi e i giochi creati dalla fusione fra chitarra e tastiere sono un esempio di mera tecnica, come la semplicità di DeFais di passare da scenari romantici e cadenzati, ad esplosioni di rabbia improvvisa, creando un’’atmosfera semplicemente unica. Il termine più adatto per meglio descrivere questo brano è “Metal, Romantico Sinfonico” Bonedust: La struttura del brano massiccia e decisa, quasi stona con la semplicità del refrain, direi che Boedust tocca il suo apice verso metà canzone, momento di rottura nel quale un passaggio improvviso che sconfina nella misticità rende il brano imprevedibile e affascinante, per poi solcare nuovamente le note del refrain col quale il brano si chiude. Angel Of Death: Signore e
signori, leviamoci il cappello, e inchiniamoci al cospetto di una canzone
meravigliosa! Otto minuti di magia, nei quali è sempre l’impronta drammatica
dettata da DeFais a dettar legge. God Above God: È la soave armonia della chitarra di Pursino ad aprire la romanticia God Above God, ballad deliziosa e poetica, che scorre lungo binari ben delineati fino al momento dell’elegante refrain, che strizza l’occhio agli anni ’80 complice anche gli effetti e le orchestrazioni, fino al bridge finale nel quale Edward Pursino troneggia con un solo guitar graffiante e allo stesso tempo elegante. The Hidden God: Cori in pompa magna, un bridge di facile presa come lo stesso refrain, ancora una volta le orchestrazioni e i ambi di tempo la fanno da padrone, in special modo nella parte finale del brano quando un drumming ingegnoso prende il sopravvento. Nonostante lo consideri il punto debole di Visions Of Eden, quest’episodio non delude per niente le attese. Brano non privo di angoli difficili da esplorare con calma. Childslayer: Entriamo nella fase calda, quella che ci porterà inesorabilmente alla fine dell’ascolto di questo nuovo album. Childslayer, è il brano più corto dell’intero lotto, e per certi versi il più Heavy, qui la drammaticità lascia spazio ad altri scenari. Il tema sembra essere già delineato, dai continui cambi di tempo intervallati da un refrain semplice, un riff deciso, con cori epici e sontuosi a fare da contorno. E pensare che l’apertura di questo brano faceva presagire a tutt’altro. When Dusk Fell: Le armoniose note delle sei corde di Edward Pursino, accompagnano la voce di David DeFeis, in quello che considero uno degli episodi più emozionanti dell’album. Lo scenario è estremamente toccante, fin dai primissimi minuti When Dusk Fell, abbraccia l’ascoltatore grazie all’immediato refrain che caratterizza la maggior parte del brano. L’atmosfera creatasi raggiunge intensità emotive da valori di guardia nel momento in cui Pursino si cimenta in quello che sarà l’assolo più bello di tutto l’album, l’armonia delle tastiere è il solito valore aggiunto che rende il brano espressivo e magio, da mozzare il fiato. Visions Of Eden: Con la
title track finisce un viaggio spettacolare che ci ha accompagnato per 80 minuti. L’intro
di David DeFeis con la sua tastiera sembra condurci verso un’altra ballad, ma
non è così, decollando quasi immediatamente con un riff deciso. L’ artwork spartano, semplice ma
contestualmente epico, ritrae David DeFais armato della sua Spada la produzione
meticolosamente curata in ogni dettaglio dallo stesso DeFais, risulta essere
impeccabile senza l’ombra di alcun punto debole. By the Gods!!! VOTO 9,5/10 RECENSIONE A CURA DI FABIO"defender74"
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