VISION DIVINE - THE 25TH HOUR
(SCARLET/AUDIOGLOBE)
2007
1 - MY ANGEL DIED 



SITO UFFICIALE

2 - THE 25TH HOUR
3 - OUT OF A DISTANT NIGHT (VOICES)
4 - ALPHA & OMEGA
5 - EYES OF A CHILD
6 - THE DAEMON YOU HIDE
7 - WAITING FOR THE DAWN ( INSTRUM.)
8 - ESSENCE OF TIME 
9 - PERFECT SUICIDE
10 - HEAVEN CALLING
11 - ASCENSION ( INSTRUM.)

Dunque dunque, dov’eravamo rimasti?
Parafrasando uno spot che va decisamente in voga in questo periodo, “
Si riflette sul passato ma già guarda al futuro”, sì perché il nuovo gioiello targato Olaf -“The 25th Hour”- strizza notevolmente l’occhio al passato glorioso di “Stream Of Consciousness”, sterzano nettamente da quelle che erano le sonorità del precedente “The Perfect Machine”.
“The 25th Hour”, fin dal primo ascolto risulta gradevole accattivante e coinvolgente, non si tratta del classico album da assimilare, tutt'altro, questo lavoro è tanto immediato quanto personale, contrasto che rende ogni singola canzone un episodio fantastico di una saga giunta al suo ultimo atto.
Tutto ciò viene inevitabilmente assimilato dall’ascoltatore, che non potrà fare altro che lasciarsi avvolgere sin dalle prime note.
“My Angel Died” è un’intro struggente affidata alla voce di Luppi e alle tastiere di Lucatti, cresce d'intensità ed è un vero spettacolo, soprattutto per la bellezza delle linee vocali, è il preludio alla splendida “The 25th Hour”, che ormai è scoccata, e i Vision Divine sono pronti a regalarci emozionarci, esaltarci, in un susseguirsi di riff melodici e refrain eleganti. “Out Of A Distant Night” fa da collante fra la title track e la splendida “Alpha & Omega”, episodio nel quale il famoso richiamo al passato targato “Stream Of Consciousness” si fa sentire più vivo che mai!
La seguente “Eyes Of A Child”, dopo una breve intro tastieristica, entra nel vivo e va subito all’attacco, con le solite armi consolidate, riff pomposi, guitar soli taglienti e un refrain sontuoso.
Sebbene la carne a fuoco sia già tanta, per poter parlare di disco promosso a pieni voti, si prosegue con “The Daemon You Hide”, questa volta sono le due chitarre di Olaf e Puleri ad aprire le danze, e dopo un solo minuto il solito refrain magistrale rende giustizia all’intera canzone, come una delle più emozionanti dell’intero lotto. Primo pit stop, affidato ancora una volta a Lucatti con “Waiting For The Dawn”, due minuti interamente strumentali che sono il preludio al c
oncentrato di adrenalina che sta per prendere forma sotto forma di un tris d’assi vincente.
Apre “Essence Of Time”, canzone decisamente più articolata, con cambi di tempo che svariano da ritmi melodici, a riff accattivanti e graffianti; una nota di merito in particolare va ancora una volta a Michele Luppi che interpreta la canzone con scioltezza disarmante.
“Perfect Suicide” è decisamente l’episodio più heavy di “The 25th Hour”, in questo brano la prova del nuovo drummer Bissa è esaltante, dimostrando che quando decide di “darci dentro” sa usare bene la pedaliera!
Siamo ormai giunti alla fine di questo viaggio esaltante con le note di “Heaven Calling”, ballad apprezzata per
lo stato d'animo che riesce a regalare a chi ascolta, e che quasi senza avvisare, s’immerge nella finale “Ascension”. “Here I am…Is this the end you always have been searching for? The meaning of what you called life?" C’è bisogno di aggiungere altro?

Produzione:
Ancora una volta curata dalla sapiente mano di Timo Tolkki, la produzione risulta impeccabile, probabilmente la migliore dei cinque album che la band ha realizzato fin’ora, grazie a suoni e arrangiamenti impeccabili, molto interessante anche il booklet, la cui grafica è curata nel più piccolo dettaglio, e soprattutto l’artwork che rimanda decisamente ai tempi di “Stream Of Consciousness” e viene richiamata dalla grafica del sito ufficiale della band www.visiondivine.com, da poco fresco di restyling.

Band: Su Michele Luppi (Voce) ormai non c’è altro da aggiungere, album dopo album si sta confermando come miglior voce italiana, il suo cantato è come sempre autorevole, senza la minima sbavatura, Olaf Thorsen (Chitarra) la mente della band e Federico Puleri (Chitarra) ormai veterano dei Vision Divine; mentre i nuovi componenti della band si sono bene integrati nei meccanismi già collaudati del gruppo. Alessio Lucatti (Tastiera) è un degno successore del famoso Oleg Smirnoff, Cristiano Bertocchi (Basso) proveniente dai Labyrinth ha ben poco da dimostrare ed il nuovo batterista Alessandro Bissa, (Maiden Italy ex Scream), calatosi in questa avventura ormai da alcuni mesi, ha subito dimostrato le sue notevoli qualità dietro la batteria!

Bonus track for Japan only: E come ormai di consueto i Vison Divine ci regalano anche la chicca finale, anche questa volta solo per i più fortunati amici del sol levante, si tratta della splendida “Another Day” cover dei Dream Theater, che va ad aggiungersi alla già nutrita serie di canzoni con le quali i Vision Divine hanno reso omaggio in passato a band come Queensryche, A-ha, Helloween.

Conclusione: Se volete immergervi in un viaggio meraviglioso questo album fa per voi, sobrio, elegante senza strafare, senza nessun elicottero umano dietro le pelli, con riff accattivanti, refrain soavi, ma decisi, ottima performance da parte di tutti gli elementi della band, ottima preparazione tecnica, feeling che inevitabilmente traspare sul lavoro finale. Qui siamo al cospetto di un album che alla fine dell’anno si potrà giudicare come una delle migliori uscite del 2007, e cosa ancor più importante altro grande disco Made in Italy!

VOTO 8,5/10    

RECENSIONE A CURA DI Fabio "Defender 74"