Messo da parte, dopo tre album, il filone power metal neoclassico,
il leader e chitarrista dei Winterlong, Thorbjorn Englund, ha
sentito che i tempi per un cambiamento, erano ormai maturi.
Il risultato che n’è scaturito è un prodotto sicuramente più
“moderno” basato su sonorità molto tecniche e aggressive, grazie
anche ad un riffing decisamente più Heavy
Questo album è nato in maniera atipica, tutte le tracce sono state
registrate dal solo Englund, il quale ha anche suonato ogni singolo
strumento e mixato poi il tutto nello studio di casa sua, fatta
eccezione per la drum section, della quale se n’è occupato Leif
Eriksson, sulla maggior parte dei brani.
“Metal/Technology”, rappresenta anche il debutto di Englund come
cantante che raggiunge la definitiva maturazione artistica.
Si tratta dunque di un album particolare, solitamente evito di
esprimere un giudizio su un lavoro che non conosco o che conosco
poco, infatti ho voluto prendermi del tempo in più per poter meglio
assimilare “Metal/Technology”, prima di scrivere questa rece.
E devo dire che è stato un bene in quanto alla fine ho trovato degli
spunti davvero interessanti, primo su tutti lo splendido lavoro
fatto da Englund in fase di guitar work, in modo particolare per
quanto riguarda alcuni assoli talmente belli e melodici che sembrano
non avere nulla a che fare nel contesto generale di questo lavoro,
che sicuramente è lontano da quelli che sono i canoni Power Metal
più classici.
Ci troviamo di fronte a dieci episodi il cui clichè è pressoché lo
stesso, canzoni decisamente heavy, caratterizzate da intro decisi, e
refrain orecchiabili, come nella opener “The Hunter”.
Valore aggiunto è senza dubbio la presenza della voce femminile di
Stella Tormaanoff, in alcuni brani, vedi “And So We Remember” il cui
refrain è davvero incisivo e la Nightwishiana “Like Ships in the
Night”, brani che certamente beneficiano del valore aggiunto della
voce femminile.
Da segnalare inoltra la splendida “On a Demons Night” pezzo
strumentale di rara bellezza che non mancherà di colpire
l’ascoltatore!
Un album nel complesso sufficiente, oscuro in alcuni punti, al quale
mi sento di dare un 6 di incoraggiamento, non fosse altro che per il
duro lavoro svolto da Thorbjorn Englund, è senza dubbio un progetto
al quale il leader dei Winterlong crede molto.
Tuttavia non mi sento di consigliarlo a chi cerca un album di
“classico” Power Metal.