La storia degli Yargos e soprattutto di questo lavoro, “To Be Or Not
To Be” è alquanto singolare; attivi infatti già dal lontano 1973, il
membro fondatore della band, Wielo Hofmeister lo aveva composto e
poi messo in naftalina per anni.
Attualmente gli Yargos, sono composti da Andrew “Mac” McDermott,
cantante power-progsters Threshold, con il chitarrista Wieland
Hofmeister e che vede la partecipazione di Peter Pichl (Running
Wild), della brava cantante Anca Graterol, del tastierista Ossy
Pfeiffer e di Andi Kienitz (Human Fortress), musicisti veterani
nella scena tedesca, dalla cui alchimia nasce un prodotto definibile
come Hard Rock con forti influenze di Prog Metal.
I ritornelli attirano subito l'attenzione dell’ascoltatore, come nel
caso dell’opener “The Guilded Cage”, tuttavia la prima pecca che ho
potuto riscontrare, sta in un uso massiccio e a volte fuori posto
dei sintetizzatori che non aggiungono nulla di più alla struttura
della canzoni stesse, come nel caso di “Peace Of Mind”.
Si prosegue con la trascurabile “Why?”, brano il cui refrain alla
lunga potrebbe anche risultare piacevole, ma che tuttavia non riesce
a coinvolgermi.
“Point Of No Return”, è una ballad carina, e orecchiabile che grazie
al suo refrain e all’ossatura pianistica, si lascia ascoltare senza
fatica. Sembra che questo sia il punto più alto dell’intero lavoro.
La conferma è data dalla splendida “Human Nature”, brano che fa la
differenza, grazie al pregevole guitar work e al suo ritornello
coinvolgente, e soprattutto dalla successiva ballad “Time Drops”.
Siamo quasi al capolinea, e, trascurando “The Summer Tree#1”, le
successive “Full Circe” e “Sometimes It Is Easier” sono due brani
easy il cui minimo comune denominatore (ma non solo di queste
canzoni) sembra essere sempre l’uso massiccio dell’elettronica.
Stesso discorso per la conclusiva “Turn Away”, che pur promettendo
bene con un’intro cadenzata a base di orchestrazioni, si perde
subito in un sound impastato a base di sintetizzatori.
Che aggiungere, se per 32 anni questo progetto era rimasto in
naftalina un motivo ci sarà, personalmente ritengo che sia un
concept album che non lascerà il segno, e se per ascoltare il
secondo capitolo di “To Be Or Not To Be” dovremo aspettare il 2037,
beh penso che potremo farcene tutti una ragione.